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Io che non ho mai amato leggere, che vedevo i libri di narrativa come una delle peggiori pene che la prof di lettere ci poteva infliggere. Io che avrò portato a termine forse 5 libri in totale nella mia vita… mai avrei pensato di trovarmi a leggere un libro dietro gentile richiesta dell’autore.

Sono stata contattata via Instagram verso le fine di agosto da Marco Bertani Fantini, il quale mi offriva la possibilità di leggere il suo romanzo dal titolo un po’ particolare: “Papambo – C’è un genio in ogni bambino“.

Ricevuto in versione digitale – nel frattempo poi il romanzo è stato reso fruibile anche in versione cartacea – ho iniziato da subito con entusiasmo a leggere Papambo.

Purtroppo gli impegni lavorativi, le giornate infinite e la stanchezza che negli ultimi mesi di gravidanza mi assale la sera, hanno prolungato notevolmente i tempi di lettura (e di questo chiedo assolutamente scusa all’autore!).

Oggi ho finalmente terminato di leggerlo e posso dire che, nonostante la mia non passione per la lettura, è stata una piacevole scoperta.

La voce narrante è quella di un bambino, un bambino piccolo che non ha ancora la totale proprietà linguistica per interagire con il mondo esterno, ma interagisce con i lettori grazie alla voce della sua introspezione. Ci descrive il mondo secondo il suo punto di vista: i suoi ricordi nel grembo della mamma, la descrizione del momento della nascita come un evento assolutamente traumatica per il neonato, il relazionarsi con il seno materno durante l’allattamento, la sua visione degli adulti e le contraddizioni che un bimbo nota nei “grandi” che lo circondano. Tutto ciò fa sorridere e riflettere tanto! Si, perché il protagonista ci fa notare che gli stimoli che riceve dagli adulti che lo portano in confusione. Non vi posso dire altro, ma sappiate che è un punto di vista curioso e forse una visione della crescita che noi adulti non abbiamo mai preso in considerazione.

Alla voce del bambino si aggiunge quella del filosofo, adulto, che riflette, cita, ci indica, asseconda la voce del bambino o semplicemente ce ne da una spiegazione diversa. E tutto porta alla definizione del Papambo. O meglio alla sua non definizione… ma vi invito a terminare la lettura del romanzo per capire meglio cosa voglio dire!

E’ un romanzo breve, scorrevole, che fa riflettere, sorridere e a volte anche ridere se ci immedesimiamo anche solo per un attimo in quel bambino alle prese con il mondo dei grandi.

Ve lo consiglio assolutamente! E da una non lettrice come me, è un consiglio che vale doppio!!!
Trovarlo è molto semplice: su Amazon! (cliccate e vi collegate direttamente. Vi evito anche di googlarlo! 🙂 ). Versione digitale per Kindle o versione cartacea.
(io consiglio quella cartacea… leggerò poco, ma il piacere di sfogliare un libro è sempre diverso dallo scorrere un dito sullo schermo di un tablet!)

Se decidete di seguire il mio consiglio, o lo avete già letto… lasciate qui sotto un commento e fatemi sapere che ne pensate!


4 commenti

Miriam nugnes · 18 Ottobre 2018 alle 11:48

Ah se i bimbi potessero parlare😂
interessante questo libro,sono proprio curiosa di conoscere il punto di vista di un bimbo!

Cuoredimammamanu · 19 Ottobre 2018 alle 20:08

Vorrei leggerlo, nella speranza di capire meglio mio figlio, 2 anni una vera peste 😱😱😱

Martina · 21 Ottobre 2018 alle 15:19

Sto leggendo anche io questo bellissimo libro che spero di portare presto a termine. Sono d’accordo con te, simpatico immedesimarsi nei pensieri di un bimbo… Ma allo stesso tempo offre tantissimi spunti di riflessione cui non avevo mai pensato!

    ionasceremamma · 21 Ottobre 2018 alle 16:50

    Fammi sapere poi che ne pensi!!!

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